‘Ndrangheta, le mani dei Gaglianesi su Catanzaro. sei condanne e sei assoluzioni nel processo con rito abbreviato

Il gup di Catanzaro ha definito il procedimento nato dall’indagine della Dda sui presunti affari illeciti della cosca nel capoluogo. Disposto anche un proscioglimento per prescrizione e riconosciuti i risarcimenti a favore delle parti civili

Il gup di Catanzaro, Fabiana Giacchetti, ha condannato sei imputati e ne ha assolti altrettanti nell’ambito dell’inchiesta Clean Money incentrata sui presunti illeciti commessi dal clan dei Gaglianesi di Catanzaro. Secondo l’accusa i principali interessi della cosca sarebbero state estorsioni, usura, truffe e in genere reati contro il patrimonio. Gli imprenditori locali sarebbero stati vessati attraverso l’imposizione del pagamento di somme di denaro o di ditte di fiducia. Oltre alle estorsioni a essere contestati sono reati satellite all’attività criminale quali l’intestazione fittizia come strumento per la realizzazione di altri tipi di condotte illecite e la contaminazione del tessuto economico. Secondo l’accusa, da un lato vi erano imprenditori vessati, dall’altro ve ne erano anche di collusi ricercavano l’intervento della cosca.

Sono stati condannati Andrea Fava, 5 anni e 4 mesi di reclusione; Francesco Paolo Morabito, 12 anni e 8 mesi; Manuel Pinto, 8 anni e 8 mesi; Emanuele Riccelli, 11 anni e 6 mesi; Tommaso Rosa, un anno, 9 mesi, 10 giorni; Sergio Rubino, 3 anni e 4 mesi.
Assolti Roberto Corapi, Stefania Costanzo, Silvano Mancuso, Antonio Procopio, classe ’86, Rodolfo Savio Giuseppe Procopio. Non doversi procedere nei confronti di Antonio Donato per intervenuta prescrizione.

Le richieste della Dda
Lo scorso 26 febbraio il pm Veronica Calcagno aveva invocato la condanna di Manule Pinto, 20 anni di reclusione; Emanuele Riccelli, 20 anni; Francescopaolo Morabito, 20 anni, Andrea Fava, 12 anni; Roberto Corapi 10 anni; Sergio Rubino, 6 anni; Tommaso Rosa, un anno.
Chiesta l’assoluzione nei confronti di Silvano Mancuso e il proscioglimento per intervenuta prescrizione nei confronti di Antonio Donato, Stefania Catanzaro, Antonio Procopio, Rodolfo Procopio.